agosto 23, 2019

Corallo rosso di Sardegna

By on maggio 7, 2018 0 955 Views

Il corallo rosso è l’unica specie del genere Corallium che vive nel Mediterraneo, dalla Grecia e dalla Tunisia fino allo Stretto di Gibilterra, Corsica,Sardegna, Sicilia e Baleari incluse, ma è diffuso anche nell’ Atlantico orientale in Portogallo, Canarie, Marocco e Isole di Capo Verde, di solito fino a 200 metri di profondità in luoghi poco illuminati con scarsa vegetazione.

In genere, popola tutti i mari del globo con il limite estremo costituito dal largo dei circoli polari. L’aspetto e la colorazione del corallo varia in relazione al luogo ed alle profondità in cui si trova.

Ha bisogno di condizioni di vita particolari: salinità dell’acqua costante (che deve essere compresa tra il 28% ed il 40‰, in relazione al luogo ed al tipo di corallo), ridotto movimento dell’acqua e illuminazione attenuata. Il tasso di sedimenti in sospensione nell’acqua, se troppo elevato, ne limita la sopravvivenza.

Vive pertanto preferibilmente in luoghi ombrosi e riparati (grotte semioscure, strapiombi, fenditure delle rocce), a partire dalla profondità di 20/30 metri fino a 200 metri. Eccezionalmente[4] si può osservare a basse profondità (4 m), ed anche in notevoli quantità, nelle grotte delle zone di Porto Conte, Capo Caccia e Punta Giglio nel nord/ovest della Sardegna, nel territorio di Alghero. In Liguria, nella Riserva marina di Portofino, la presenza del corallo rosso è continua su tutto il versante meridionale tra i 15 e i 45 metri di profondità, con anche 200 colonie per metro quadrato; in genere si pensa che la caratteristica peculiare di questo corallo sia la lentezza di crescita (un centimetro ogni circa 15 anni contro i 3-4 centimetri di altre zone) e la non sfruttabilità commerciale per via della sottigliezza[5].

In realtà pare essere un luogo comune derivante dagli studi del biologo Danton (tardo 1800), che sosteneva che il corallo crescesse fino ad un massimo di 2 mm l’anno. Questa convinzione è stata per lungo tempo quella più citata, nettamente in contrasto con i pareri di altri biologi dell’epoca: Dana, il quale sosteneva[6] che il corallo crescesse da 1 a 7 centimetri l’anno, e Wood, per il quale il corallo poteva crescere da 7 a 15 cm l’anno. La teoria di Dana pare comunque essere quella più attendibile[7].

Santa teresa vanta numerosi artigiani che lavorano con arte e maestria il corallo rosso.

Se vi offrono < corallo sardo > e vi mostrano un corallo rosso chiaro, di grossa pezzatura, e prezzo medio: diffidate. La pesca del corallo in Sardegna è ormai affidata a pochi esperti, cui è concesso raccogliere solo rami caduti per cause naturali. Si vede se hanno dato una martellata sul tronco e se i pescatori vengono colti sul fatto, rischiano pene severe. Ci sono iniziative per ripopolare le colonie, iniziative per un uso sostenibile del prezioso materiale.

Di conseguenza oggi il vero corallo sardo è raro, i pezzi grossi sono preziosissimi e costa di conseguenza ( una volta era chiamato oro rosso  ) .