O le talafaasolopito o Santa Teresa di Gallura e matua tuai lava.
I taimi o Roma, sa taʻua le taulaga o "Longosardo" ma sa iai sona sao taua mo femalagaiga i luga o le gataifale ona o lona uafu na auina atu i fafo fasi maamora na aumai mai maina lata ane.. O le maamora lava lea e tasi na faʻaaogaina, mo se faʻataʻitaʻiga, e tusa ai ma tu ma aga, per alcune opere architettoniche di notevole importanza, come il Duomo e Battistero di Pisa e il Pantheon di Roma.
Longosardo o Santa Teresa di Gallura ha avuto anche visite illustri come quella di San Francesco d’Assisi nel 1263.
La località venne poi invasa dai briganti saraceni, passò sotto il dominio dei giudici di Arborea, un comune della provincia di Olbia-Tempio, che si occuparono di difendere la città e fortificarla con un castello. Lo stesso castello venne poi raso al suolo dai genovesi per una vendetta.
Con la distruzione del castello, la caduta delle difese, Longosardo venne abbandonato e divenne rifugio di pirati e corsari che navigavano in quelle acque.
Nel 1720 passò sotto il dominio dei Savoia, poi Vittorio Emanuele I nel 1808 diede inizio alla fondazione del paese attorno a un’antica torre. Fu lui a decidere il nome attuale del paese e a disegnarne la pianta topografica.





































