
O le gagana masani a le lotoifale, pe a mafai ona tatou talanoa i le gagana, tautala i Santa Teresa di Gallura o Gallura.
E le mafai ona matou talanoa e uiga i le gagana ae o le tele lava o upu po o le gagana, e mafua mai i le vasega, le gagana o mauga o Corsica. E ui lava i le gagana, ae e le lava le tele o tusitusiga tusitusia, già nel Medioevo con bassorilievi e anche nel Settecento con componimenti poetici.
Sebbene geograficamente italiano e sardo, il gallurese è associato per proprietà linguistiche, strutturali, ortografiche e grammaticali, al corso.
Viene comunemente parlato a Santa Teresa di Gallura così come in altri paesi delle provincie di Sassari e Olbia-Tempio, mischiandosi coi dialetti logudoresi e sassaresi. In totale si stima il gallurse possa essere parlato da circa 100 mila persone.
Comune a tutte queste parlate è la tipica –u a fine parola atona, ossia non accentata, presente anche come articolo ( u, lu).
Nella Maddalena invece si parla una derivazione del gallurese, chiamato Isulanu, che si avvicina ancora maggiormente alla lingua romanza corsa.





































