Gallira o tlisa moetlo o motle hape mabapi le lihlahisoa tsa hae tsa lijo le tsa veine tse tloaelehileng. Ho qala ho tloha sebakeng sa khale le setso sa kichineng ka 'ngoe, I.E. bohobe, ho Santa Teresa u tla fumana "pane L coccu", e phehiloeng tlasa molora ebile e le ntle, e bonolo haholo ebile e entsoe ka khale, le "pane Carasau", chiamato anche carta da musica, che veniva utilizzato dai pastori per lungo tempo assenti da casa grazie alla sua alta conservabilità. I primi piatti più rappresentativi del posto sono “la suppa cuata”, molto amata dai turisti, costituita da fette di pane e formaggio immersi in un brodo di carne di pecora, e “li pulicioni”, una versiona alternativa dei ravoli ripieni di ricotta. Passando ai secondi troviamo sia prodotti a base di carne, principalmente di maiale, che a base di formaggi, e tutti noi conosciamo la tradizione sarda per queste leccornie. Esistono infatti 3 varietà di pecorini D.O.P., caprini, ricotte e “lu caju cu li botta botta”, un formaggio fresco che al suo interne presenta veri vermi vivi. Infine i dolci, spesso impastati con miele e frutta secce, come “Li niuleddi”. Il miele della Gallura è molto apprezzato per il suo retrogusto amarognolo.





































